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La nostra storia

Mamme per la Pelle
La vita è una storia a colori

Farsi sentire

Correva l’anno 2018, era il 25 Febbraio, una settimana prima delle elezioni politiche italiane del 4 Marzo.


Gabriella Nobile, sul suo profilo Facebook scrive una lettera aperta a Matteo Salvini, leader del partito politico della Lega. In maniera del tutto inaspettata ed imprevedibile, il post diventa virale e riceve in poche ore oltre 70.000 like, più di 16.000 commenti e 31.000 condivisioni.

Caro Salvini,
Sono una mamma adottiva di due splendidi bambini africani.
Volevo ringraziarla perché sta regalando ai miei figli dei momenti di terrore davvero fuori dal comune.
Mia figlia di 7 anni prima di andare a letto mi chiede: “ma se vince quello che parla male di noi mi rimandano in Africa?”
E piange disperata
Mio figlio invece, prende l’autobus per andare agli allenamenti di calcio quasi tutti i giorni e da circa un paio di mesi mi racconta di insulti che è costretto a subire da suoi gentili simpatizzanti.
Dire ad un bambino di 12 anni, che oltretutto veste una divisa sportiva: sporco n…. , n….. di mer.., torna a casa tua, venite qui rubare e ammazzare le nostre donne… credo che sia la palese dimostrazione di come questo paese, grazie a persone come lei, stia lentamente scivolando nel baratro.
Nei suoi ipocriti slogan “prima gli italiani ” c’è tutta l’ignoranza di colui che non ha ancora capito che l’italiano è colui che ama l’Italia non che ci è nato!
Come io sono mamma perché amo i miei figli e non perché li ho partoriti.
Faccia la guerra a coloro che ci hanno ridotto al collasso. Benpensanti italici che hanno impoverito di cultura e di valori questo bellissimo paese facendo guerre contro i poveri, gli immigrati, i gay, i rifugiati… tutto per una sola bieca motivazione. Distogliere l’attenzione dalle malefatte (e non uso termini peggiori perché sono una Signora) che imperterriti continuate a perpetuare a chi in questo paese ci crede davvero.

La nascita dell’associazione

Decine di mamme, da tutta Italia e anche dall’estero, scrissero a Gabriella per testimoniare non solo solidarietà, ma soprattutto per raccontare esperienze analoghe.
Una volta che i proclami elettorali si trasformarono in programmi di governo e, il clima politico, invece di rasserenarsi divenne ogni giorno più ostile contro le altre etnie, le mamme decisero di costituire un’associazione culturale a cui diedero il nome di “Mamme per la pelle”.


Con il passare del tempo, l’associazione culturale si è evoluta ed oggi è un’APS – associazione di promozione sociale) aperta a tutti coloro i quali ne condividono i principi e le finalità, dirette a creare e rafforzare una cultura antirazzista e contro ogni forma di discriminazione.